Sono nato nell’ormai lontano 1963 a Certaldo, cittadina in provincia di Firenze celebre per aver dato i natali a Giovanni Boccaccio. Nel 1986 mi sono laureato in Filosofia, e di conseguenza ho insegnato prima questa materia nel Liceo Europeo di Empoli fino al 2011, poi sono passato a insegnare Scienze Umane al Liceo “San Giovanni Bosco” di Colle di Val d’Elsa. La lettura mi ha appassionato fin dall’infanzia, e ben presto dai fumetti sono passato ai libri di qualsiasi genere. Devo però la mia passione per il mystery ai “Gialli dei Ragazzi” Mondadori, e in particolare alla serie degli Hardy Boys. L’interesse per i fumetti non mi ha mai abbandonato e quindi, grazie a una serie di circostanze che sarebbe troppo lungo narrare, mi sono trovato a curare importanti mostre itineranti su vari personaggi dei Comics, da Tex a Nathan Never, passando per Lupo Alberto e Mister No. Ho avuto anche il piacere di presentare nelle mostre e nei relativi cataloghi personaggi in qualche modo più legati al genere giallo, come Nick Raider, o l’indagatore dell’incubo Dylan Dog, oppure il detective dell’impossibile Martin Mystère. Senza alcun pudore mi sono messo anche dalla parte del crimine, esaminando le gesta di Diabolik, personaggio su cui ho scritto anche due soggetti pubblicati. A dirla tutta, per il fumetto ho realizzato anche la sceneggiatura di “Anna e Piero”, storia sulla malattia mentale pubblicata in allegato al “Venerdì” di Repubblica, e due mostre sull’uso social dei fumetti, “Fumetto e salute” e “I fumetti e lo sport”, che hanno avuto un notevole riscontro. Tra le opere date alle stampe, qui conta citare solo il giallo storico “Guardiano d’imbrogli” (Lalli 1989) e le due più recenti raccolte di racconti “Sic stantibus busillis” (CTL 2019) e “Male nostrum” (CTL 2021) dove ha fatto la sua comparsa il commissario Tagliavini, personaggio di cui la mia immaginazione non riesce più a liberarsi. A queste mi permetto di aggiungere la biografia critica di un pittore, “Fabio Calvetti. Uno studio in rosso e nero”(CTL 2023), non tanto perché ha vinto il premio Giglio blu di Firenze per la saggistica né perché sarà presto tradotta in inglese, quanto per il titolo “holmesiano”che conferma la mia predilezione per il mystery.


