Giuliana Rosso è il vero nome della scrittrice Giulia Sarno, una delle prime donne in Italia a firmare seppure sotto pseudonimo dei romanzi gialli. Nata nel 1930 a Spoleto, la Rosso ha seguito il marito, funzionario prefettizio, in varie località italiane tra cui Siena e Trieste, prima di stabilirsi definitivamente a Belluno. Durante la permanenza a Siena si appassiona alla rivalità contradaiola e scrive filastrocche sulle contrade pubblicate poi nel 1998 con il vero nome di Giuliana Rosso in Paliostrocca, un libro per bambini con i disegni di Leone Pompucci. La Rosso inizia osservando che “son le contrade diciassette, /e la Lupa dell’Istrice farebbe polpette” fino a “e per finire se vuoi in testa nocchini/ Montone e Nicchi metti vicini”. Durante la sua permanenza a Trieste decide di laurearsi in Filosofia con indirizzo pedagogico scrivendo una tesi su “Analisi del linguaggio e condizionamento educativo del Giallo dei Ragazzi”. In essa prende in esame proprio le caratteristiche linguistiche, gli stereotipi sociali e i meccanismi narrativi della collana edita da Mondadori, allora all’apice del successo grazie alle storie degli Hardy Boys, di Nancy Drew, dei Tre investigatori e dei Pimlico Boys. Subito dopo ha modo di contattare il responsabile della stessa collana, Glauco Arneri, e si propone nel ruolo di Autrice italiana in una serie costituita fino ad allora solo da traduzioni di opere straniere, che però da poco aveva visto comparire le vicende di Rossana, personaggio creato da Enzo Russo.

Arneri accetta la proposta e le chiede di scrivere almeno tre storie. Nascono così i primi tre romanzi con protagonisti i giovani ragazzi triestini Marcello e Andrea, Operazione Pegar, Il ritratto nella cornice bianca e Destinazione Etruria, numeri dal 104 al 106 della serie che uscirono raccolti in un cofanetto nel giugno 1976. Le storie ebbero un ottimo riscontro tra i lettori, e l’Autrice arriverà a pubblicare nove romanzi nella collana, inanellando Il kepì e la vecchia signora (n. 117, maggio 1977), Il racket dei cuccioli (n. 124 dicembre 1977), L’uomo pietrificato (n. 130 giugno 1978), Il fotogramma rivelatore ( n. 136 dicembre 1978), Ultimatum ore zero ( n. 146 ottobre 1979), Acque maledette (n. 155 luglio 1980). La sua decima opera, Il segno della medusa, esce nel maggio 1981 come primo numero della nuova serie Open, con cui la Mondadori cerca di arrestare il declino della collana, che però arriva a chiusura nel 1984. Nel 1998 la Rosso da alle stampe invece il già citato Paliostrocca. Da allora l’Autrice abbandona la produzione letteraria e conduce un’esistenza appartata fino a quando, nel 2012, la giornalista del “Gazzettino” di Belluno Simona Pacini non la intervista, ricostruendo le tappe della sua formazione e della sua carriera. In seguito, partendo da quell’articolo, anche “Il Piccolo” di Trieste le dedicherà un interessante servizio. Oggi la novantaquatrenne Rosso/Sarno continua la sua tranquilla esistenza a Belluno e conversa amabilmente al cellulare con i conoscenti, a partire da Simona Pacini con cui, anche dopo che la giornalista si è trasferita a Colle di Val d’Elsa, mantiene una cordiale amicizia.

