Riflessioni sui “mostrologi”

In omaggio al principio che questo blog è aperto a vari contributi, volentieri accogliamo l’intervento di Marco Bazzani, autista, che io ho conosciuto nelle vesti di genitore di una mia – ormai ex – alunna. A lui l’onere di rievocare la triste vicenda del Mostro di Firenze, l’unico serial killer che finora ha funestato la Toscana, e di introdurci nel variegato mondo dei “mostrologi”.

MARCO BAZZANI, autore dell’intervento

I miei ricordi adolescenziali della tragica vicenda del Mostro di Firenze risalgono al delitto di Giogoli(1983), ma  più definiti da quello di Vicchio (1984), dato che ormai il susseguirsi annuale aveva generato il panico in tutta una provincia. Ricordo bene che, anche se per me stesso non ci fosse un rischio, certe sere ero turbato dalla paura al pensiero che circolasse un così spietato assassino, che non si accontentava di uccidere ma arrivava ad infliggere alle vittime tali atrocità. L’ultimo delitto a Scopeti nel 1985 avvenne praticamente sotto casa: vado col mio 125 a curiosare sulla scena del crimine insieme a tantissima altra gente e rimango assai colpito anche dalla spavalderia del criminale, che assale due persone in tenda a 50 metri dalla strada.

Poi il Mostro si ferma, le indagini si sono fatte serrate, il caso è nazionale: mille congetture, tutti dicono la loro giornalisti compresi, ma in realtà è un muro impenetrabile. La cosa perde clamore soprattutto quando il giudice Rotella che aveva come molti, me compreso, creduto nella responsabilità dei Sardi, cioè Salvatore e/o Francesco Vinci, si trova costretto a chiudere il suo fascicolo perché si rende conto che mai riuscirà a istruire un processo. Nei primi anni ’90 il colpo di scena: il Giudice Vigna, affiancato da Ruggero Perugini (poliziotto formato a Quantico), notifica ad un contadino di Mercatale, che si trova a Sollicciano per violenza sulle figlie, che è indagato per la serie di delitti. È finito nel loro mirino grazie ad una lettera anonima e a una scrupolosa indagine fatta col computer che sta cambiando tutto nella nostra vita. Si arriva quindi ad un  difficile processo indiziario: condanna in primo grado, poi assoluzione in appello, poi la cassazione stabilirà che è da rifarsi, ma nel frattempo l’imputato muore e alcuni testimoni di appello a loro volta sono diventati imputati. Da quel momento non essendoci certezze si moltiplicheranno libri, speciali Radio e TV, nonché  chiacchiere da Bar fino ad oggi.

È da allora che riparte anche il mio interesse, leggendo vari libri come La leggenda del Vampa e Dolci colline di sangue (l’ultimo che sto faticosamente leggendo è La madre di tutte le indagini del bravissimo Gianpaolo Zanetti); più recentemente con l’uso dei Social la cosa ha preso ancor più vigore, ovviamente con pagine Facebook e soprattutto con canali Youtube, in cui persone preparatissime, che a volte divulgano gratis e talvolta a pagamento. Dopo tante discussioni con gli amici di sempre(quelli più interessati alla vicenda), 4 anni fa ho partecipato ad un incontro in quel di Prato, organizzato da una persona del posto, che vide intervenire diverse persone come relatori, poi tutti in pizzeria. Il caso ogni tanto si riaffaccia in TV, con trasmissioni fatte secondo me bene ma non benissimo, (si cerca chiaramente un po’ di sensazionalismo), mentre molto più interessanti sono le tante performance su Youtube con i sostenitori diverse scuole di pensiero: Paccianisti, Sardisti, Serial Killer Unico mai entrato nelle Indagini, e addirittura quella che vorrebbe come colpevole Il testimone Giancarlo Lotti avanzata dal bravissimo Antonio Segnini, che seguo su Youtube pur non condividendo la tesi. Altri canali che, tempo permettendo, seguo sono Le notti del Mistero(Florence International Radio) e Jordanerocks,dove interviene spesso (ma non solo li) tale Francis Trinipet ,ovvero Francesco Maria Petrini, professore fiorentino all’università per stranieri che per me presenta la proposta più convincente e meglio articolata.

L’abbondanza di “mostrologi” evidenzia però che questa vicenda rimane super complicata e probabilmente mai vedrà chiarire fino in fondo quello che è successo: anche per questo a me pare ancora più appassionante nella sua tragicità.

Allego infine due trasmissioni che rappresentano per me uno dei migliori lavori prodotti sulla questione. Ne è autore il suddetto professore Francis Trinipet, nonché sostenitore della colpevolezza di Pacciani e dei “compagni di merende”.

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