I romanzi cozy di Fiona Grace tra crimini e vini della Toscana

La scrittrice Fiona Grace

Da qualche tempo si è affermata anche da noi la dizione statunitense “cozy mystery” o “cozy crime” per indicare in senso generale un tipo di racconto poliziesco che, non volendo urtare la sensibilità dei lettori a cui si rivolge, si mostra più “accogliente” e limita fortemente il turpiloquio e soprattutto le scene di violenza e di sesso. In realtà però il “cozy” in senso più connotativo prevede anche ulteriori ingredienti, tra cui il fatto che le indagini siano svolte da un detective non professionista preferibilmente di sesso femminile, che le stesse si svolgano in paesini o comunque in ambienti extra-urbani, e che la trama dia un ampio spazio alle situazioni sentimentali dei protagonisti. In questo specifico filone del sottogenere, non solo negli Stati Uniti, dominano le scrittrici con storie rivolte per lo più a un pubblico femminile; a questo recente filone della narrativa gialla sono state peraltro trovate dai critici del genere assai per tempo (BERTENS – D’HEAN , 2001; MALMGREM, 2001) varie ascendenze nel mystery tradizionale, tra cui la più nobile resta la serie di Miss Marple di Agatha Christie.

Proprio nella più recente produzione del “cozy” statunitense sono da inserire le storie di Fiona Grace, autrice già di alcune decine di romanzi, molti dei quali tradotti in italiano. La produzione della Grace è suddivisa finora in più serie, spesso con protagonista una donna che abbandona il proprio lavoro e la consueta vita in città per trasferirsi in un piccolo borgo, dove finirà per condurre indagini su crimini di vario genere. Ben sette romanzi, pubblicati tra il 2020 e il 2021 già tradotti in italiano e disponibili in e-book, costituiscono la serie con protagonista Olivia Glass; la donna, dopo aver lasciato Chicago e l’assai remunerato lavoro di dirigente pubblicitaria, si trasferisce in una casa colonica a pietre a vista nel Chianti, nell’immaginario paese di Collina, per realizzare il proprio sogno di produttrice di vini. I titoli in italiano dei romanzi rimarcano come l’originale inglese questo stretto legame con il vino, solo che al posto del solo “aged” sono più vari (Invecchiato per un omicidio, Maturato per sedurre, Stagionato per la vendetta, etc.) e sempre nell’edizione italiana le copertine sottolineano la natura “cozy” delle storie riportando la frase “Un giallo intimo e leggero tra i vigneti della Toscana”.

La trama poliziesca non è delle più avvincenti e imprevedibili, ma ciò rientra perfettamente, per dirla con Jauss, nell’orizzonte d’attesa di un folto numero di lettori di là e di qua dell’Atlantico. Più intriganti sono invece i colpi di scena legati alle situazioni lavorative di Olivia che, specie nei primi romanzi della serie, sono esposte a alterne fortune e repentini cambiamenti. Nell’ambito delle attività svolte dalla protagonista sono apprezzabili l’accurata documentazione che ha guidato l’Autrice nel presentare la degustazione e la produzione dei vini nonché le ricette di alcuni piatti tradizionali toscani. Questi aspetti si sposano perfettamente con la descrizione dei suggestivi paesaggi del Chianti, talora arricchita dalla visita a Firenze e alle alte città d’arte della Toscana.

Le “farfalle nello stomaco” sono l’espressione che meglio descrive lo stato affettivo della protagonista, che, dopo il tumultuoso addio al fidanzato americano, oscilla tra l’infatuazione per il suo datore di lavoro alla tenuta “La leggenda”, l’affascinante Marcello Vescovi, e la stabilità sentimentale offerta dal giovane e protettivo carpentiere Danilo. A rendere pienamente godibili le trame concorrono anche alcuni comprimari: su tutti una scalmanata capretta di nome Erba che Olivia, forse memore della capretta Djali che accompagna Esmeralda in Notre-Dame de Paris di Hugo, accoglierà come animale domestico. Viene da notare tra l’altro che, se il nomignolo italiano dell’animale fosse tradotto nell’inglese Grass, questo sarebbe quasi omofono del cognome Glass della protagonista. Altre figure “femminili” di spicco sono l’amica statunitense Charlotte, spalla investigativa in alcune situazioni, e la poliziotta titolare delle indagini, l’arcigna Caputi, che stenta a superare un’istintiva diffidenza verso Olivia e, invece di chiederne la collaborazione, la mette spesso in cima alla lista degli indiziati nei diversi casi su cui indaga.

La Grace non lesina poi elogi nei confronti del gusto del popolo italiano nei diversi ambiti, mentre, al di là di qualche nota di colore, non si riscontrano critiche di nessun genere nei nostri confronti. La componente spiritosa e ironica delle sue storie si riversa quasi interamente su alcune situazioni, ad esempio legate alla paura dei ragni di Olivia, e sul comportamento dei parenti e degli amici statunitensi della protagonista. Più che i sentori dell’invecchiamento presenti nei titoli, è dunque la freschezza dei vini d’annata a meglio rappresentare la gradevole lettura di questi romanzi ambientati in Toscana, che ben si collocano nel momento di attuale fortuna a livello internazionale del filone “cozy”.

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