Scoprire l’italiano attraverso il giallo: Delitto in Piazza del Campo

Apprendere più lingue è un obiettivo formativo sempre più irrinunciabile, vista la complessità del nostro mondo e l’opportunità di viaggiarlo. E se è vero che gli strumenti multimediali oggi disponibili forniscono degli ausili solo qualche decennio fa impensabili, resta il fatto che la lettura di opere in lingua originale consente un approccio completo al contesto culturale di cui si vuole conseguire una competenza linguistica e comunicativa. Negli ultimi tempi però la propensione alla lettura dei giovani studenti si è molto indebolita: da qui l’esigenza di proporre loro dei testi ad un tempo chiari e accattivanti, come da sempre sono i gialli.

Fa piacere quindi poter esaminare, tra i tanti libri di genere poliziesco destinati a coloro che vogliono apprendere la nostra lingua, un’opera ambientata in località caratteristiche della nostra Toscana. Si tratta di “Delitto in Piazza del Campo”, destinato a quanti desiderano conseguire la certificazione a livello B1 e firmato da Maria Luisa Banfi e Simona Gavelli. Il testo, pubblicato dalla Cideb nel 2003, ha avuto un buon riscontro e difatti risulta ancora disponibile sul catalogo per docenti e studenti. Più esattamente di esso la Banfi ha steso il testo, funzionale a proporre a studenti alle prime armi con l’italiano termini di uso corrente ma anche espressioni idiomatiche; la Gavelli lo ha arricchito con pochi ma efficaci disegni, in grado di rappresentare visivamente i principali personaggi e i diversi ambienti in cui la trama si svolge, favorendo l’assimilazione del lessico specifico.

Protagonista dell’indagine sul delitto di una donna trovata morta a Siena nei giorni che precedono il Palio è un giornalista, Paolo Ferretti, giunto lì proprio per seguire la tradizionale corsa senese ma obbligato dal suo direttore a scrivere sul nuovo, imprevisto fattaccio. Ferretti, un cinquantenne piuttosto grasso che ricorda nelle movenze impacciate Nero Wolfe, è tutt’altro che entusiasta ma accetta per dovere di servizio l’incarico e vi si applica con acume. Ben presto, grazie alle informazioni che attinge per lo più durante i lauti pranzi che consuma nelle osterie senesi in compagnia di persone informate sui fatti, si rende conto che il principale indiziato dell’omicidio, il conte Gualtiero Gualdi nel frattempo resosi irreperibile, probabilmente non è il vero colpevole del delitto. Per dimostrarlo si sottopone anche al tremendo sforzo di portare in auto i suoi centoventi chili, mentre la calura estiva imperversa, fino alla tenuta del conte nei pressi di San Gimignano. Gli indizi che riesce via via a raccogliere, insieme a una buona dose di fortuna e a un coraggio che nemmeno lui supponeva di avere, lo porteranno a risolvere il caso prima del provvidenziale intervento del commissario Maccari e dei suoi poliziotti.

Sebbene scandita in dieci capitoletti, l’opera è breve e con una trama necessariamente semplificata, non priva di indizi che si lasciano facilmente interpretare anche da un lettore non troppo smaliziato di racconti polizieschi. A intervallare il testo vi sono poi eserciziari e utili schede di approfondimento dedicate alla storia di Siena e delle sue fonti, al Palio, ma anche a San Gimignano e alle sue torri. Le illustrazioni, rare e essenziali, colgono Ferretti mentre sorseggia il caffè o consuma un pasto seduto davanti a un buon fiasco di Chianti, come pure presentano un bicchiere e una caraffa pieni di vernaccia o gli iconici cipressi della campagna sangimignanese. Perché certamente i giovani studenti stranieri avranno molto apprezzato, insieme allo sviluppo dell’indagine, l’incomparabile bellezza del territorio senese e i suoi tipici prodotti enogastronomici.

Forse non tutte le zone del pianeta possono offrire una tale ricchezza estetica e culinaria agli intrecci polizieschi, ma certamente l’Italia ne abbonda. Non stupisce quindi che nella stessa collana della Cideb siano state pubblicate varie storie poliziesche ambientate in molte città italiane, compreso una che si svolge a Firenze e su cui magari torneremo in altro momento.

Ora conviene piuttosto segnalare le recenti collane edite da Giunti, “L’inglese in giallo” e “Lo spagnolo in giallo”che mirano a stimolare lo studio di queste lingue tra i nostri studenti. Va peraltro ricordato che esistono ormai da decenni nei diversi Paesi case editrici che si sono distinte nella pubblicazione di opere poliziesche funzionali al conseguimento dei diversi livelli di certificazione non meno che a educare le nuove generazioni a questo particolare genere narrativo. Tra di esse, consigliate dai docenti e utilizzate con profitto da molti studenti, al momento non sono tuttavia state rinvenute opere ambientate in Toscana. Ma l’indagine, come è d’uopo dire in questi casi, è ancora in corso.

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