Giallo in Toscana: Loni Meadows e il mistero nel castello

Con grande piacere inauguriamo una particolare sezione del blog in cui, potendo contare sulla collaborazione di cultori del giallo padroni delle lingue straniere, vengono presentate opere ANCORA NON TRADOTTE nella nostra lingua. In questo caso il merito va a ALBERTO BICCHI che, nato a Siena nel 1993, ha conseguito la laurea magistrale in Storia e Filosofia presso l’Università degli Studi della sua città. Dal 2021 insegna Storia e Filosofia presso le scuole superiori della provincia di Siena. Grande appassionato di libri, ha un punto debole per i mystery della golden age, ma gli piace esplorare il romanzo giallo in tutte le sue forme.

Alberto Bicchi

Un inverno rigido, un castello della Maremma, un piccolo gruppo di ospiti provenienti da varie parti del mondo. Questa è la cornice in cui viene trovata morta Loni Meadows, direttrice di una struttura di accoglienza per artisti in cerca di ispirazione ricavata in un castello, e che farà incrociare le strade di Sandro Cellini, ex poliziotto fiorentino riciclatosi come detective privato, e di Caterina Giottone, giovane impiegata presso l’edificio, originaria della Valdichiana. I rilievi della polizia locale sulla vittima e sulla sua macchina finita fuori strada non sembrano suggerire ipotesi alternative a quella dell’incidente, ma la ricostruzione frettolosa della polizia locale non convince i due protagonisti, le cui indagini convergeranno nel corso del romanzo.

Loni Meadows had died in a car accident, simple as that. But it had been her last night on earth, and it had to matter. And now Cate wondered if there was anyone out there asking questions about Loni Meadows’s death, or if she was going to have to ask them herself”

“Loni Meadows era morta in un incidente d’auto, semplice. Ma era stata la sua ultima notte sulla Terra, e doveva avere importanza. E adesso Cate si domandava se ci fosse qualcun altro là intorno che stesse facendo delle domande sulla morte di Loni Meadows, o se le avrebbe dovute fare lei stessa”

Il libro, il secondo della serie di Christobel Kent con protagonista Cellini, è ricco di elementi introspettivi. I pensieri di Sandro e Caterina, durante le loro indagini, sono spesso rivolti ai problemi delle loro vite personali: l’investigatore fiorentino è alle prese con una fase non semplice del rapporto con la moglie, anche per via della malattia che l’ha colpita, mentre la giovane ragazza vorrebbe poter dedicare più tempo al proprio compagno. Entrambi, però, sono convinti che quello che è stato derubricato dalla polizia locale come un tragico incidente stradale nasconda in realtà altro, e il desiderio di scoprire di più riguardo alla vicenda prevale sulle preoccupazioni familiari.

Un altro tratto caratterizzante del romanzo è l’atmosfera, che assume connotati sempre più cupi e pesanti man mano che la trama si dispiega, tanto da far quasi prevalere, ad un certo punto, gli elementi tipici del thriller rispetto a quelli puramente investigativi, con un crescendo di tensione che accompagna il lettore fino alle ultime pagine del giallo.

Sandro thought of that castle, out in the cold, dark hills, and didn’t want to leave his city, this place full of life, and women shopping, and bars with sparkling marble and brass. He thought of Luisa, less than a kilometre away, presiding over her shop floor, and knew he should go over there. […] Damn it, he thought. Put it out your mind, and do your job”

“Sandro pensò a quel castello, in mezzo alle fredde, scure colline, e non voleva lasciare la sua città, quel posto pieno di vita, e le donne che facevano shopping, e i bar con il marmo luccicante e l’ottone. Pensò a Luisa, a meno di un chilometro di distanza, mentre si occupava del negozio, e sapeva che sarebbe dovuto andare là. […] Accidenti, pensò. Toglitelo dalla testa, e fai il tuo lavoro”

La costruzione dei personaggi risulta abbastanza ben definita. Tutte le figure, a partire da quelle dell’ex poliziotto (che sa essere risoluto, senza cadere nel cliché del burbero investigatore di mezza età incline ai vizi) e della brillante e intraprendente Caterina, fino agli ospiti della struttura, ciascuno con il proprio vissuto tormentato, risultano ben caratterizzate. Particolarmente interessante il fatto che l’autrice si soffermi non solo sui pensieri dei due protagonisti, ma anche su quelli di alcuni personaggi “secondari” come Giuli, l’assistente di Sandro Cellini, o sua moglie Luisa, le quali rappresentano, a distanza, un prezioso ausilio per il detective. Da un punto di vista stilistico, il giallo risulta pieno di lunghe sequenze descrittive, alcune delle quali, come quelle sui paesaggi maremmani o sulle strade di Firenze (l’ambientazione secondaria del romanzo), sembrano presentare tutti gli elementi caratteristici della fascinazione anglosassone per i luoghi toscani, con slanci sognanti ed evocativi.

Christobel Kent

Nel complesso, la lettura del romanzo risulta gradevole, con un buon equilibrio tra diversi elementi narrativi, e senza dubbio potrebbe trovare il gradimento di chi apprezza i mystery che al lato investigativo abbinano componenti introspettive e di contorno, con uno stile ricercato. Chi cerca questo, sicuramente troverà in questo giallo di Christobel Kent un piacevole passatempo.

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