Ancora una volta ringraziamo Alberto Bicchi, per la recensione di “Murder in Siena”, opera dell’autore britannico T. A. Williams ad oggi non tradotta in italiano.
Che consista nell’abilità nel riconoscere i più piccoli indizi materiali di Sherlock Holmes o in quella di ricostruire la psicologia umana di Poirot, il fiuto è decisamente una qualità che non può mancare ad un investigatore. Se poi, come in Murder in Siena, questi può contare sull’appoggio del fidato labrador, tanto meglio. Sì, perché in questo cozy di T.A.Williams il protagonista non è mai abbandonato dal simpatico Oscar, che oltre a fornire una piacevole compagnia, finisce per sbattere il naso in qualche indizio. Ma, seppur centrale, questo non è l’aspetto più peculiare del romanzo, che risiede invece nella presenza di un altro animale a quattro zampe, in rapporti decisamente meno familiari con gli umani, come il lupo.
Williams, britannico laureato in Lingue Moderne, il cui nome di battesimo è Trevor (l’utilizzo del più neutro “T.A.” è spiegato dallo stesso autore con la motivazione che il 65% circa dei libri è letto da donne), prima di stabilirsi definitivamente nel Devon con la moglie, ha vissuto e lavorato anche in Italia. Dopo avervi ambientato una lunga serie di romanzi e racconti , soprattutto a tinte rosa, negli ultimi anni si è dedicato con grande prolificità alla scrittura di gialli, in particolare cozy. Oltre alla presenza di Oscar e a una buona dose di humour, l’elemento costante è lo scenario: infatti, quasi tutti i suoi mistery sono ambientati nella nostra penisola, con una spiccata preferenza per la Toscana, protagonista di ben nove storie su undici.
In Murder in Siena (pubblicato in Gran Bretagna nel 2023 dalla casa editrice Boldwood Books), troviamo l’ex detective Dan Armstrong, che si è ritirato in dalla sua attività all’interno del Criminal Investigation Department di Londra e ha deciso di trasferirsi in Toscana, dove si dedica all’attività di scrittore di gialli e di investigatore privato. Quando, reduce dalla sua prima pubblicazione di successo, decide di passare un weekend con la compagna, l’inseparabile labrador Oscar e una coppia di amici immerso nelle colline a sud di Siena, non si immagina che si troverà a dover collaborare con la polizia locale per la risoluzione di un omicidio. Infatti, la stessa struttura in cui Armstrong soggiorna è lo scenario dell’assassinio di un affascinante scienziato, che si trovava lì per un convegno internazionale di zoologia. La familiarità con la lingua inglese e l’esperienza professionale dell’ex investigatore lo rendono particolarmente prezioso per gli inquirenti, con i quali egli collabora fin da subito per stabilire la dinamica dell’omicidio e per sbrogliare la matassa di intrighi che fin da subito sembra ruotargli attorno.
“ ‘Doctor Nikolaos Diamantis.’ The pathologist picked up a plastic card attached to a bloodstained lanyard and dangled it before us. ‘This was in his pocket’. ‘Poor guy’. I looked back down at the battered remains of the man Anna had described as very good-looking and I had christened Casanova and shook my head slowly. ‘Well, I’m afraid he won’t be charming any more ladies’ “
“ ‘Dottor Nikolaos Diamantis’. Il medico legale raccolse un tesserino di plastica legato a un cordoncino insanguinato e lo fece ciondolare davanti a noi. ‘Questo era nella sua tasca’. ‘Poverino’. Mi girai verso i resti malconci dell’uomo che Anna aveva descritto come affascinante e che io avevo ribattezzato Casanova e scossi lentamente la testa. ‘Beh, temo che non affascinerà più altre donne’ “
Durante il soggiorno e le indagini, Oscar resta sempre al fianco del padrone, e il suo atteggiamento verso l’ambiente circostante è foriero di simpatici incontri con altri animali, ma anche di elementi utili per Armstrong. L’atmosfera del romanzo, come in ogni cozy che si rispetti, è piuttosto leggera, e non manca di elementi umoristici, soprattutto in riferimento al labrador o ad alcuni personaggi eccentrici. Pur non mancando i classici apprezzamenti verso la Toscana (e in particolar modo riguardo al cibo locale, di cui non vengono risparmiate descrizioni accurate), non si trovano lunghe sequenze liriche o particolarmente elaborate sul paesaggio e sulle meraviglie del territorio. Lo stile, infatti, è piuttosto semplice e asciutto. A dispetto del titolo, solo una piccola (anche se non irrilevante) parte delle vicende narrate si svolge a Siena, su cui, tranne qualche riferimento al Duomo o a Piazza del Campo, legato alla trama, l’autore non si sofferma più di tanto; infatti, lo scenario dominante del romanzo è quello di una non meglio specificata area a circa una ventina di chilometri a sud del capoluogo.
L’’altra eccezione è rappresentata da una rapida visita, da parte dell’ex detective e degli altri ospiti dell’albergo, all’abbazia di San Galgano.
“Just as I was expecting the scene to erupt into a wall-of-death chase around the room, the cat opened first one and then, reluctantly, the other eye, stretched languorously and subjected the Labrador to an expression that quite plainly indicated that there was only one boss around here and her name was Gretel. To my surprise, Oscar made no attempt to disturb the status quo and came across my side, where he gave me a look that could easily be translated as ‘What the hell just happened?’ I gave him a pat on the head and we sat down around the table.”
“Proprio quando mi aspettavo che la situazione degenerasse in un inseguimento stile muro della morte per la stanza, il gatto aprì prima un occhio e poi, svogliatamente, l’altro, si stiracchiò lentamente e indirizzò al Labrador un’espressione che indicava abbastanza apertamente che lì c’era solo un capo, e il suo nome era Gretel. Per mia sorpresa, Oscar non fece alcun tentativo di disturbare lo status quo e venne accanto a me, da dove mi lanciò uno sguardo che poteva facilmente essere tradotto con ‘Cosa diavolo è appena successo?’ Gli detti una pacca sulla testa e ci sedemmo intorno al tavolo’ “
La componente animale non si limita, come detto, al pacifico Oscar. Particolarmente interessante risulta, infatti, la presenza di una tematica legata al territorio che fa da sfondo alle vicende, come quella della convivenza tra le persone e il lupo. Quest’ultimo, infatti, negli ultimi anni ha aumentato la sua presenza nelle campagne toscane, suscitando da un lato inquietudine da parte di alcuni settori della popolazione (preoccupati da eventuali aggressioni ai propri danni o alle attività di allevamento), dall’altro una difesa da parte dei portatori di istanze animaliste, che sostengono l’importanza dell’animale per l’ecosistema e la sua scarsa pericolosità per l’essere umano. L’autore, anche se in maniera indiretta, sembra prendere le difese del lupo, pur non rimanendo insensibile ad alcune delle questioni sollevate dagli abitanti. In generale, le posizioni che vengono espresse dai vari personaggi (siano essi scienziati, rappresentanti delle autorità locali, contadini etc.) sembrano fornire una rappresentazione piuttosto realistica del dibattito intorno alla presenza del lupo nelle campagne.
“ ‘Are they dangerous?’ The man gave me a long-suffering look. From his expression, I imagined he must get asked this quite a lot. ‘Not to humans. You’re quite safe. There have been no reported wolf attacks on humans in western Europe for over fifty years. Wolves see us as a threat and they tend to stay clear of humans as a result’ “
“ ‘Sono pericolosi?’ L’uomo mi rivolse uno sguardo paziente. Dalla sua espressione, immaginai che doveva sentirselo chiedere abbastanza spesso. ‘Non per gli umani. Sei piuttosto al sicuro. In Europa Occidentale non sono stati registrati attacchi da parte di lupi ad umani da più di cinquant’anni. I lupi ci vedono come una minaccia, e di conseguenza tendono a stare alla larga dagli umani’ “
L’ironia e l’atmosfera piacevole rendono questo mistery una lettura rilassante, arricchita dalla presenza animale, sia nelle vesti del cane Oscar che in quelle, meno consuete, del lupo.
E, pur nella sua leggerezza, questo cozy spinge alla riflessione su un tema molto presente nella vita delle piccole comunità rurali, come quello della convivenza con la fauna selvatica. Al di là delle opinioni che si possano avere al riguardo, l’autore dimostra di possedere una conoscenza non superficiale del territorio e una certa sensibilità nei confronti di questioni al centro della quotidianità di chi lo abita, e questa è da ritenersi senz’altro una nota di merito.





