Ennesima incursione di Alberto Bicchi nel mondo degli autori in lingua inglese con storie Crime ambientate in Toscana e ancora non tradotte in italiano. Stavolta tra l’altro la scrittrice, benche pubblichi opere scritte in inglese, trascorre la sua esistenza proprio nella nostrra regione.
È un clima di tensione costante quello che accompagna il lettore in Tuscan Termination giallo ambientato in Toscana, in cui spicca il contrasto tra la quiete e la bellezza dello scenario (le vicende si svolgono in un paese toscano di fantasia, Borgo San Cristoforo) e il tragico evento che travolge la sua piccola comunità:
“Murders didn’t happen in Borgo San Cristoforo. It was a quiet hill town in Tuscany with a very low crime rate. Besides, who would murder Ettore Fagiolo? He was unpleasant, unscrupulous and out for all he could get, but so were many others. No, this was an accidental death, and no doubt a perfectly plausible reason would be found for his presence at the Proctor’s pool. She couldn’t think of one herself, but there had to be. The alternative was unthinkable.”
“A Borgo San Cristoforo non c’erano omicidi. Era un tranquillo paese toscano in collina con un tasso di criminalità molto basso. E poi, chi avrebbe ucciso Ettore Fagiolo? Era sgradevole, senza scrupoli e a caccia di tutto ciò che poteva raggiungere, ma non era l’unico. No, questa era una morte accidentale, e sicuramente sarebbe stata trovata una ragione perfettamente plausibile per la sua presenza alla piscina dei Proctor. A lei non ne veniva in mente nessuna, ma doveva esserci. L’alternativa era impensabile.”
È infatti con l’omicidio di Ettore Fagiolo, un agente immobiliare trovato morto in una piscina, che si apre questo romanzo pubblicato nel 2005, il primo di una trilogia mystery ad opera di Margaret Moore, scrittrice inglese residente a Barga. La risoluzione del caso darà parecchi grattacapi a Hilary Wright, cittadina inglese residente in Toscana, e al magistrato Ruggero di Girolamo. Andando avanti nelle indagini, emergeranno diversi segreti, che coinvolgeranno soprattutto la non trascurabile comunità di espatriati residenti nella zona.
L’elemento che più colpisce del romanzo, come accennato, è il suo clima cupo. Certo, non mancano accenni ai paesaggi, alla cucina e ai costumi toscani (ai quali gli scrittori e le scrittrici anglosassoni sono sempre molto sensibili), ma, a differenza di molti gialli ambientati nelle nostre zone, in questo libro non troviamo lunghe descrizioni sognanti di file di cipressi o degli odori sprigionati da un ragù di cinta in cottura. A prevalere è sempre una certa tensione, e lo sfondo rimane sempre, metaforicamente, grigio:
“Telling herself it was still too early in the morning to answer questions like that, she shrugged and went off to the kitchen to make some more coffee and wake up properly. She felt as though she was moving in slow motion, and even her thought process seemed slowed down. A strange dissatisfaction weighed on her while a feeling of unease troubled her. The thought of Ettore’s death crept between her and everything else.”
“Dicendo a se stessa che era troppo presto di mattino per rispondere a domande come quella, [Hilary] alzò le spalle e si diresse in cucina per preparare altro caffè e svegliarsi come si deve. Si sentiva come se si fosse muovendo al rallentatore, e anche il suo pensiero sembrava rallentato. Una strana insoddisfazione pesava su di lei, mentre la disturbava una sensazione di disagio. Il pensiero della morte di Ettore si insinuò tra lei e tutto il resto”
Per gli appassionati dei gialli con atmosfere tendenti al fosco, con la Toscana a fare da cornice, questo romanzo si rivelerà una lettura piacevole, e magari invoglierà alla lettura del secondo volume della trilogia, Tuscan Temper. C’ è da scommettere che le dolci colline vengano ancora scosse da qualche omicidio.



